Francesco Gabbani: intervista al vincitore delle Nuove proposte di Sanremo 2016

Francesco Gabbani - Foto: S. Gerbino

È trascorsa poco più di una settimana dalla fine del Festival di Sanremo: l’edizione 2016 è quella che ha incoronato Francesco Gabbani, il cantautore che ha sbaragliato la concorrenza nella gara delle Nuove Proposte con il singolo Amen.

Molti hanno visto la sua faccia per la prima volta al Teatro Ariston, ma pochi sanno che Gabbani ha firmato il suo primo contratto discografico a 18 anni insieme alla band Trikobalto con cui, nel lontano 2006, ha aperto un concerto degli Oasis al Blue Note di Milano.

Sarà che il successo è una cosa recente per lui, ma il cantautore carrarese arriva puntuale al suo primo firmacopie capitolino presso la Discoteca Laziale: alle 17:30 Francesco Gabbani trova già un nutrito gruppo di fan ad attenderlo. L’entusiasmo è palpabile, così come la curiosità di ascoltare i brani del suo album, Eternamente ora, che non è il primo (Greitist Itz del 2015 è passato quasi sotto silenzio), ma quello del riscatto.

Al pubblico dedica un’anteprima acustica essenziale, solo voce e chitarra. Scherza: «Non so come verrà: questa è un’altra chitarra, alla mia si è rotta una corda. Ci proviamo.»

Tutto fila liscio: suona e canta il tormentone Amen, Eternamente ora e Software tra gli applausi. Incontra il pubblico per gli autografi, non nega selfie a nessuno. Lo incontriamo subito dopo.

Francesco, com’è stata l’esperienza di Sanremo?

«È un’esperienza che mi ha segnato e che segnerà per sempre tutta la mia vita: è stata una somma di emozioni incredibili. Devo dire che la mia è stata una partecipazione un po’ sofferta considerato quello che è successo con il voto in sala stampa, ma alla fine ne è valsa la pena.»

Viviamo in un’era di talent in cui si diventa famosi molto presto e più rapidamente. Tu sei nato nel 1982 e hai fatto più fatica di altri a farti conoscere. Arrivare al successo dopo tanto tempo, in un’epoca in cui ci si arriva subito, che effetto fa?

«Fa un bell’effetto dal mio punto di vista, perché oggi riesco ad approcciarmi al successo in modo più consapevole, rimanendo con i piedi per terra e cercando di affrontare tutto serenamente. So tutto il lavoro che ho alle spalle e tutti i sacrifici che ho fatto per arrivare fin qui e devo dire che sono contento di esserci arrivato oggi.»

Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo nuovo album?

«Di conoscermi meglio. Magari quelli che hanno iniziato a seguirmi dopo Sanremo l’hanno fatto per curiosità, per capire come sono fatto. Questo album mi rappresenta in tutte le mie sfaccettature. »

Il brano che dà il titolo al tuo disco si chiama Eternamente ora. Cosa significa per te?

«Non mi vergogno di dire che è una canzone d’amore, perché è una parte importante della nostra vita. In questo brano c’è quello che penso io dell’amore: è qualcosa che non si può vivere all’ombra dei fallimenti passati e neanche con le ansie del futuro. Bisogna viverlo nel presente.»

di Lucia Gerbino