Francesco Tesei presenta 'The Game', il suo nuovo show al Teatro Brancaccio

Francesco Tesei - The Game

Non è lui che legge la nostra mente, ma siamo noi che (involontariamente) gli diciamo cosa c'è dentro. Certo non con le parole, ma con i gesti, i movimenti, anche solo corrugando le sopracciglia. Lui è Francesco Tesei, il mentalista più famoso d'Italia, protagonista anche di una trasmissione su Sky. A Milano ha presentato il suo nuovo show (il precedente, "The Mind Juggler", è stato visto da oltre 100mila persone), che s'intitola "The Game".

Il tema dello spettacolo è la fortuna. Come ha interpretato questo eterno argomento?
"Lo sforzo è stato non tanto di capire la fortuna, ma come ci rapportiamo noi con la fortuna. Noi spesso confondiamo dentro e fuori, ci immaginiamo la fortuna come una dea bendata, che è del tutto indipendente da noi. Invece molti studi psicologici hanno accertato che la fortuna è un atteggiamento mentale, che dipende dal diverso approccio alla realtà".

Insomma è fortunato chi si aspetta di esserlo?
"Lo slogan dello spettacolo è una frase di Seneca: 'Non è perché le cose sono difficili che non osiamo farle, ma è perché non osiamo farle che diventano difficili'. Io sono nato e cresciuto con l'insegnamento che la fortuna non esiste, che tutto dipende dalle nostre capacità e dal nostro impegno. Eppure, se mi guardo indietro, devo ammettere che se sono arrivato qui è perché ho avuto una discreta dose di fortuna. L'incontro con il mio manager, Aldo Marangoni, per esempio, è stato del tutto fortuito: aveva sentito parlare di me e una sera è venuto a vedermi. Se non fosse venuto quella volta, chissà dove sarei ora..."

Una buona parte dello spettacolo si occupa della fortuna relativamente alla lotteria...
"Tutto è nato perché, quasi a ogni spettacolo che facevo, c'era qualcuno che mi diceva: Tu che sei così bravo a indovinare le cose, perché non giochi alla lotteria? Così nello spettacolo proviamo a indovinare i numeri della lotteria, ma il bello è che non sono io ad azzeccarli, ma gli spettatori".

Un altro piccolo particolare dello spettacolo che ci può anticipare?
"Chiedo al pubblico di darsi un voto in base alla propria fortuna. Cioè di dire se si ritiene più o meno fortunato. Quindi invito sul palco prima i meno fortunati e poi i più fortunati e poi... vedrete".

Va in onda il telefilm "The Mentalist". Sono tutte bestialità o c'è qualcosa di vero?
"Non dicono assurdità ma certo tutto viene spettacolarizzato ai fini della trama. Io però sono un artista, un performer, la mia è una rappresentazione della realtà, non la realtà. In ogni spettacolo avverto il pubblico che utilizzerò una piccola componente di illusionismo. D'altronde al protagonista di "The Mentalist" è facile indovinare i pensieri degli altri personaggi: ha letto il copione!"

I suoi talenti potrebbero essere molto utili alla polizia: capire se qualcuno mente oppure no sarebbe fondamentale. Le hanno mai chiesto una collaborazione?
"Purtroppo il mentalismo è considerato cugino stretto dell'illusionismo. Però ho visto che recentemente a 'Piazzapulita' hanno ingaggiato un ragazzo che decifrava gli atteggiamenti di Matteo Salvini mentre parlava, e ne deduceva se si trattava di gesti spontanei oppure no. Spesso mi chiedono se sono in grado di condizionare le persone. Io rispondo che non condiziono le persone, ma le condiziono a credere di essere condizionate. Per cui sì, alla fine condiziono le persone".