Che emozione è stata per te far parte di questo musical?

Diciamo che già durante la preparazione del provino ho passato giornate in cui non chiudevo occhio! Sono cresciuta con la musica di Pino Daniele e il progetto già sulla carta mi faceva tremare. Non è stato un allestimento “normale”, nel senso che eravamo tutti emotivamente molto coinvolti con la materia, a cominciare dal direttore artistico Fabio Massimo Colasanti e dal produttore Sergio De Angelis che hanno lavorato con Pino tanti anni.

Qual è l’insegnamento più importante ricevuto da questa esperienza?

L’umiltà e l’approfondimento costante sono i due ingredienti necessari per entrare appieno nel linguaggio musicale dell’artista e nell’inedita
forma teatrale che ha preso corpo dopo un mese e mezzo di prove.

Fra i vari ruoli interpretati, quale esprime meglio le tue corde?

Anna è uno dei ruoli musicalmente più interessanti interpretati fino ad ora. Poi nel mio cuore Lucia sicuramente ha un posto speciale, I
Promessi Sposi sono stati un’esperienza pazzesca, lo stadio di San Siro e due tour italiani con i teatri gremiti di gente. Colleghi con i quali
sono nate amicizie profonde.

Come percepisci l’uomo ed il personaggio Pino Daniele? Come ti sei preparata per interpretare i suoi testi?

Un uomo a tinte contrastanti, un osservatore minuzioso capace di creare immagini pittoriche nei propri testi; Napoli infatti, dopo di lui, è
apparsa al grande pubblico in una forma inedita, nuova e destinata a durare nel tempo. L’umanità descritta da Pino è reale, tangibile, a
tratti commovente. L’ironia è un’altra sua grande dote. Inoltre credo che lui fosse un perfezionista della musica, un cultore che non ha mai
smesso di fare ricerca sonora.
Ho affrontato prima uno studio minuzioso sulla lingua napoletana, mio padre è napoletano ma sono cresciuta e nata a Roma. Poi ho trasferito le sue parole nella vicenda di Anna e del locale Ué Man, vero simbolo di tutta la vicenda che si narra in Musicanti, veicolo di cultura e di riscatto sociale.

Cosa pensi di poter dare e ricevere, in termini di aspirazioni future, dal mondo artistico?

Sono a grata a questo mestiere perché ti spinge sempre a ricercare e ad andare oltre. Esprimersi è un’esigenza. Il pubblico è il vero motore
di tutta questa vicenda artistica che ormai dura per me da circa vent’anni.

Come ti vedi fra qualche anno?

Io mi vedo nel presente, non posso aggiungere altro.